Anonymous: buoni o cattivi?


Anonymous è un movimento di attivisti che realizzano proteste sulla rete, schierandosi al fianco di chi intraprende una lotta contro il potere, considerato oppressore.

Il movimento nasce spontaneamenta dalla rete negli ultimi 5 anni, a partire dalla discussa image-board 4chan. Per chi non lo sapesse, il sito in questione è un forum, con svariate sottosezioni, i cui post sono solitamente accompagnati da immagini. Per garantire la totale libertà di contenuti in alcune sezioni, tra cui la temuta “/b/ random”, è stato reso possibile per gli utenti scrivere in modalità anonima, figurando nei post con l’appellativo di Anonymous, abbreviato nel tempo in “Anon“.

Nella notte dei tempi gli Anonymous svolgevano un servizio di trolling, “attaccando” in modo coordinato e massiccio forum e siti, con l’unico fine di divertirsi con la presa in giro del malcapitato. Negli anni il movimento, spinto anche dalla crisi economico/politica, ha cambiato forma, assumendo l’aspetto attuale del gruppo di “hacktivists”, il cui fine è divenuto la lotta contro un obiettivo concordato, simbolo di potere e oppressione nei confronti dei più deboli. Il logo di contraddistinzione spesso utilizzato è quello della maschera di Guy Fawkes, divenuta celebre con il film “V per Vendetta”, con il quale associa gli ideali di lotta al potere. Il motto utilizzato dal movimento è “We’re Anonymous. We’re legion. We don’t forgive. We don’t forget. Expect us!“.

Uno dei simboli di Anonymous

Anonymous ha dimostrato in diverse occasioni la propria forza, effettuando attacchi di diversa natura, contro sistemi informatici ritenuti comunemente impenetrabili. Nei primissimi anni questi attacchi si realizzavano sotto forma di “raid” (ovvero assalto) a siti che fornivano l’espediente per effettuare scherzi. Uno dei più celebri riguarda forse l’attacco coordinato al sito del Times, colpevole di aver lanciato un sondaggio con la domanda “chi è l’uomo più importante del secolo?”. Il sondaggio venne ritirato dopo pochi giorni poichè, dopo un raid degli Anon, in prima posizione figurava Josef Fritzl, ovvero il mostro di Amstetten, in Austria, che aveva tenuto la figlia segregata in cantina per vent’anni, e che aveva ricevuto milioni di voti pilotati dai troll di Anonymous.
Successivamente gli attacchi si affinano, fino ad arrivare ai server dei servizi segreti americani, CIA ed FBI.

Il movimento inizia a raccogliere le simpatie della gente e, in pochi anni, nascono delle comunità distaccate negli Stati europei, tra cui l’Italia.
La dimostrazione che il gruppo di Anonymous ha fini giustizialisti, piuttosto che di semplici attacchi di hacker in cerca di notorietà, si ha osservando una delle ultime azioni portate a termine da questa organizzazione. Gli attivisti, auspicandosi conseguenze puramente positive, hanno pubblicato dati utilissimi alle autorità per individuare e smascherare pedofili che usano la rete per adescare le loro vittime.

L’ultima azione, con cui gli Anon hanno raccolto le attenzioni dei giornali nazionali, è quella svolta della notte tra il 22 e 23 Ottobre 2012, durante la quale Anonymous ha attaccato i server della Polizia di Stato italiana, pubblicando sui loro sito oltre 3500 file riservati (per una mole di dati di circa 1,35 GB), comprendenti tabulati di intercettazioni telefoniche, documenti su NO TAV, buste paga e informazioni sugli agenti sotto copertura.
Lo scopo di questo articolo non è ne la condanna ne la promozione di tali attività. Tuttavia, per dovere di cronaca, riportiamo qui sotto il collegamento che porta all’articolo scritto da Anonymous. Scorrendo il loro post si trova il link per avere accesso a questa grande varietà di file e dati, che avrebbero sicuramente dovuto godere di una maggiore protezione.

Questo attacco offre molti spunti per svariate discussioni. Ad esempio, qual’è l’utilità di pubblicare questi dati, oltre a dimostrare la propria forza e abilità nel penetrare nei sistemi di sicurezza delle Forze dell’ordine? Sicuramente l’accaduto mette in risalto la necessità di ammodernare i sistemi informatici italiani, ormai obsoleti, e di piazzare, nei punti chiave della sicurezza, personale competente, cosa che, evidentemente, non è stata fatta.
La figuraccia rimediata dallo Stato non termina neppure qui. Spulciando alcuni rapporti riguardanti le operazioni in Val di Susa, in ambito NO-TAV, viene fuori che i mezzi e l’equipaggiamento utilizzato è completamente inadatto alle operazioni, o che, ancora, alcuni degli stessi agenti di polizia lamentano dell’invio di “teste calde” nelle loro fila, scelta che ha portato inevitabilmente ad alimentare la spirale di violenza nella valle.

Insomma, tornando alla domanda che abbiamo posto come titolo dell’articolo, che figura rappresentano gli Anonymous? Personalmente mi viene in mente Spiderman, una di quelle figure, come il personaggio dei fumetti, dipinto come un mostro dai giornali ma amato dalla gente. Forse l’esempio non è dei migliori, ma è quello che, secondo me, ne coglie maggiormente lo spirito. Inoltre preferisco schierarmi dal lato della gente.🙂

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